Saturday, October 28, 2006

BLANC: «I CAMPIONI RESTANO»

L'ARTICOLO
VITTORIO OREGGIA
Da Tuttosport di venerdì 27 Ottobre 2006

Se la Juventus sarà capace di realizzare i medesimi progressi che l’amministratore delegato Jean Claude Blanc ha compiuto in pochi mesi nell’uso della lingua italiana, ancorchè supportato da una traduttrice suggeritrice, la società nata dalle ceneri del colosso umbertiano presto tornerà a essere competitiva ai massimi livelli. In en­trambi i casi, la determinazione non può che essere feroce. E il lavoro, oltre che matto, anche disperatissimo. Così, uno dei tanti francesi del club bianconero - se non il più popolare per lo meno il più determinante - è riuscito a spiegare nel corso delle sei ore di Assemblea degli azionisti e nei trenta minuti dedicati alla conferenza stampa, come intende riconsegnare alla nobiltà italiana ed europea una squadra precipitata in serie B per colpa dello scandalo di calciopoli. La strada maestra non è una discesa, per carità, ma non è neppure una salita dolomitica. E’ una strada, appunto, da percorrere con prudenza e rispettando la segnaletica: «Quest’estate abbiamo deciso di ri­sparmiare, con tagli persino drastici, tranne che sui regali di Natale per i bambini e sulla prima squadra. In modo da vincere subito. La nostra volontà è di avere grandi giocatori per il futuro, faremo tutto il possibile per trovare un’apertura e raggiungere un accordo con i fuoriclasse che già lottano per noi. Il progetto sportivo del 2007 sarà una sfida fantastica perché desideriamo riproporci immediatamente ai vertici della serie A». Non si muove nessuno, insomma. Anzi, arriverà qualcuno. Un messaggio importante a beneficio dei tifosi, per la verità piuttosto arrabbiati con la nuova dirigenza, e una comunicazione di servizio a beneficio di quei fuoriclasse che sono rimasti per un atto di riconoscenza ( Buffon) o per una forma di coercizione aziendale ( Camoranesi e Trezeguet). Tutti decisi a ridiscutere la loro posizione contrattuale intorno a di­cembre, massimo gennaio. La Juventus non intende smobilitare, al contrario esiste un progetto per riconsegnare immediatamente dignità al sodalizio bianconero travolto dallo tsunami dello scandalo di Piedi Puliti. Blanc ha specificato che l’idea è quella di realizzare in mix tra campioni affermati e baby di belle speranze. «Il settore giovanile sarà organizzato in maniera selettiva, fra tre anni garantirà un contributo sostanzioso alla squadra», e dunque verrà «potenziata l’area dello scouting». L’Ad ha scandito per sino i tempi tecnici della rifondazione: «Alla fine del 2006 presenteremo il piano industriale che prevede iniziative considerevoli per riportare la società all’apice della serie A. Saranno specificati l’importo degli investimenti relativi ai calciatori per i prossimi cinque anni, l’importo degli investimenti per lo sviluppo del club, l’importo per gli investimenti legati allo sviluppo dello stadio. Insieme all’azionista di riferimento, valuteremo quale sarà il fabbisogno per realizzarlo». L’Ifil, dunque, potrebbe mettere mano al portafoglio e finanziare la rinascita della Juventus, tenuto conto però che lo stesso amministratore delegato ha tracciato un quadro non proprio idilliaco della situazione: «Ci vorrà del tempo, una volta che saremo tornati in serie A, perché vengano riaggiunti i ricavi del recente passato». Uno sponsor, il più prestigioso e munifico, la Tamoil, è scappato, gli altri sono rimasti ma hanno abbassato del 30-35% il gettito di denaro: «Con Tamoil abbiamo avviato la rinegoziazione dell’intesa, mal­grado i libici stiano per vendere la compagnia e questo è un dettaglio che non aiuta. Però per la fine di novembre contiamo di aver chiuso. Tamoil e Nike attribuiscono molta importanza alla partecipazione alla Champions League. E la Juventus per due stagioni è fuori, con una perdita secca - tra l’altro - di 22 milioni di euro all’anno». Con Sky, invece, c’è intesa su tutta la linea e con Mediaset è stato siglato un contratto biennale. «Il marketing, specialmente a livello internazionale, dovrà garantirci introiti cospicui», ha poi aggiunto Blanc. La Cina e più in generale il mercato dell’Estremo Oriente sono i terreni di conquista per realizzare la colonizzazione bianconera.
Un passo alla volta, comunque. Nel ripercorrere il cammino compiuto dal 29 giugno a ieri, Blanc ha sviluppato una ricostruzione cronologica fedele e drammatica insieme: «A 120 giorni dall’elezione del nuovo Consiglio di amministrazione, abbiamo affrontato una delle situazioni più ardue della storia juventina. Abbiamo scelto l’allenatore e formato lo staff tecnico in due settimane, abbiamo confermato la fiducia nello staff medico, siamo intervenuti sul mercato cercando di creare un’architettura di squadra molto compatta. Le cessioni sono state effettuate tenendo conto dell’età, del valore e del desiderio di allestire una formazione competitiva. L’obiettivo finanziario era quello di realizzare plusvalenze straordinarie per compensare i disagi economici della retrocessione, l’obiettivo sportivo era quello di mantenere una struttura competitiva anche per i prossimi anni. Io ringrazio i calciatori che hanno rispettato gli impegni, al pari di coloro che hanno accettato di venire nonostante non ci fosse chiarezza tra serie A e serie B». Oggi, dopo quello che ha detto, magari resterebbero e verrebbero più volentieri. A chi lo ha preso in giro («quando ha visto la prima partita di calcio? Qui non è il tennis»), Blanc ha replicato con ironia tagliente. Molto francese: «Conosco lo sport e il calcio più di quanto qualcuno pensi. Se devo parlare con il presidente del Real Madrid, Calderon, o con quello del Barcellona, Laporta, non ho problemi ».

No comments: